domenica 2 agosto 2015





Buongiorno a tutti! Oggi vorrei parlare di un libro che ogni donna (e perché no, anche ogni uomo) dovrebbe avere nella propria libreria. Un libro da leggere e rileggere per trarre ispirazione e forza nei momenti più difficili, un cult indiscusso tra i libri di psicologia: “Donne che corrono coi lupi”.
 Attraverso l'analisi di alcune fiabe l' autrice ci fa ripercorrere una strada a ritroso, verso la dimora della "Donna Selvaggia" che vive dentro ognuna di noi. La Donna selvaggia, nostra amica e nostro conforto è in perenne rapporto con noi attraverso le storie che ci toccano, i sogni e anche quel senso di disagio più o meno profondo che possiamo avvertire ogni tanto. Questo libro è un invito a ritrovare la propria essenza e a fare in modo di non perderla mai più.
"Andate e lasciate che le storie, ovvero la vita, vi accadano, e lavorate queste storie dalla vostra vita - la vostra, non quella di qualcun altro - riversateci sopra il vostro sangue e le vostre lacrime e il vostro riso finchè non fioriranno, finchè non fiorirete. Questo io spero. Questa è l'opera. La sola opera."
 
 




 
Clarissa Pinkola Ester è nata da una famiglia ispano-messicana ma all'età di 4 anni è stata adottata da una famiglia ungherese, ed è cresciuta a nord del Midwest. Verso la fine degli anni sessanta è emigrata a Occidente, verso le Montagne Rocciose dove è vissuta a contatto con persone provenienti dalle più svariate parti del mondo. Si è laureata in psicologia etno-clinica e si è poi specializzata in psicologia analitica. E’ stata inoltre direttore del C.G. Jung Center di Denver. Dall' 11 settembre 2001 lavora con i sopravvissuti e con i familiari delle vittime della costa occidentale e orientale degli Stati Uniti.
Ha fondato la "Guadalupe Foundation", un'organizzazione che si occupa di trasmettere via radio delle brevi storie che hanno lo scopo di istruire le popolazioni africane su questioni di salute e igiene.  L'Autrice, oltre che Psicoanalista e studiosa di etnologia, è una "cantadora", secondo la definizione della sua stirpe ispano-messicana.
Fa uso delle storie durante la terapia con le sue pazienti attingendo anche dal loro materiale onirico. Le storie infatti, secondo Clarissa, "sono disseminate di istruzioni che ci guidano nelle complessità della vita" (ibidem, pag. 15). Spesso vengono considerate come "storie" anche le sensazioni fisiche e le memorie corporee delle pazienti che la psicanalista aiuta a leggere e riportare alla consapevolezza, attraverso domande specifiche e spiegazioni di fiabe, miti, racconti popolari.
Nel senso più antico le storie sono un'arte curativa, sono medicine, balsamo potente, "vitamine per l'anima" (ibidem, pag. 20). Attraverso di esse, scrive l'Autrice: "maneggiamo energia archetipica" che porta a cambiamenti.
Alla prossima!